Le emozioni sono moti…(molto) intelligenti? – parte prima

teChe valore hanno per voi le emozioni?

Avete presente quel modo di dire “sei tosto come uno stoico!”?

Ecco, qualcuno un giorno ha deciso di inventare questo complimento perché questi antichi fisolofi, gli stoici appunto, andavano in giro a bearsi della loro capacità di sopportare qualsiasi situazione. E sapete perché?

Perché, a loro dire, erano così capaci di distaccarsi dalle situazioni che provavano, che erano in grado di sopportare qualsiasi cosa! Erano talmente abili nel lasciare le emozioni fuori dalla loro vita, che non erano costretti alle sofferenze di tutti gli altri comuni mortali. Perché, parliamoci chiaro, anche nella Grecia antica le emozioni eccessivamente intense erano viste come una scocciatura!

Come vivevano gli stoici? Avevano escogitato una strategia di vita a prova di emozioni! Se ne stavano beati e tranquilli in una condizione di atarassia, ben rinchiusi in se stessi, preservandosi dalle interazioni con il mondo, sicuri di non essere disturbati da nessuno, né tantomeno dalle proprie emozioni.

Dobbiamo ammettere nella quotidianità della nostra vita, risulta alquanto improbabile pensare di starsene in questa condizione ideale che porta all’atarassia (ovvero l’assenza di emozioni). Isolarsi dal mondo, per sfuggire dalle emozioni, forse non è la strategia migliore per imparare a maneggiarle.

Ma una cosa questi signori l’avevano capita.

Non è che, passato tutto questo tempo, ci ricordiamo di loro solo perché proponevano un ideale di vita bizzarro (che poi per alcuni tanto bizzarro non è… e forse sarebbe meglio definirlo per pochi).

Bisogna riconoscere a questi filosofi, così lontani da noi nel tempo, di aver elaborato una teoria delle emozioni così tanto vicina agli studi attuali di neuroscienze.

“Le emozioni ci disturbano e sono strettamente connesse con il mondo esterno.” Quindi, stando al loro ragionamento “se ti isoli dal mondo, previeni il rischio di essere disturbato”.

Sforziamoci un po’ di più e leggiamo il tutto secondo un’altra chiave… se le emozioni sono così intimamente legate all’ambiente, vorrà dire che esse ci danno informazioni su come noi reagiamo al mondo esterno.

…e vuoi vedere che leggere le nostre emozioni, ci può aiutare a comprendere come gestiamo ciò che ci accade: come viviamo la realtà?

La filosofa Martha Nussbaum si riferisce proprio a questo quando parla di un’intelligenza delle emozioni (nella sua opera L’intelligenza delle emozioni, 2001), defininendole un qualcosa di buono per noi, utile per orientarci nel mondo. Le emozioni che proviamo, afferma la filosofa, ci forniscono delle informazioni sull’effetto che una certa situazione ha su di noi. In questo senso Nussbaum ipotizza che le emozioni siano forme di giudizio che ci dicono chiaramente che cosa ha rilevanza per la persona, ci forniscono una sua mappa del mondo e del come vive la realtà.

Insomma, le emozioni sono intelligenti!

Ok, ma come coniugare tutto ciò con la formazione esperienziale di TiE?

Questa è un’altra storia e… ve la racconteremo nel nostro prossimo articolo!

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